Vinitaly 2017. Riconoscimento per Cantina Marilina: premiata come migliore start up

Un importante riconoscimento è arrivato dal Vinitaly 2017 per due conoscenze camastresi. Infatti, la “Cantina Marilina” delle sorelle Marilina e Federica Paternò è stata premiata come come migliore start up.

Sull’azienda

CANTINA MARILINA è un’azienda vitivinicola biologica del sud-est della Sicilia, Noto.
Nata nel 2001, oggi è gestita dal volto femminile della famiglia Paternò: le due sorelle Marilina e Federica Paternò, che incentrano la loro filosofia sull’assoluto rispetto per la terra.
Obiettivo dell’azienda è far sentire gli ospiti a casa propria, guidandoli in un percorso tecnico-sensoriale, fatto di vigneti storici, vasche in cemento, vini biologici e cucina tipica siciliana a km zero.

Clima mediterraneo e terreni calcarei sono fattori che amplificano le qualità delle uve in questo angolo di terra, insieme ad una filosofia orientata alla rivisitazione dei tradizionali metodi di produzione.
Un clima che non ha eguali in virtù della fortunata ubicazione geografica ancora più a sud di Tunisi e risente degli effetti benefici del mar Ionio da una parte e del mar Mediterraneo dall’altra.

Suolo “povero”, calcareo, che nella stagione estiva riflette il calore e la luce dei raggi solari, un vero portento per la ricchezza organolettica dei vini.
Vini esuli da meccanicismi regalano percezioni che solo epoche lontane possono vantare.

 

“La passione per il vino – come si legge in un articolo di Repubblica –  è stata trasmessa dal padre Angelo, enologo, che aveva acquistato, nel 2001, dei terreni in provincia di Siracusa, tra Noto e Pachino. E insieme alle vigne, le figlie hanno ‘ereditato’ da lui la voglia di sperimentare, di andare alla ricerca di nuove nicchie di mercato dove inserirsi. “Il nostro vino è così diventato anche vegano – racconta Marilina – Non introduciamo nella bottiglia sostanze animali di nessun tipo: niente colla di pesce che viene usata da molti produttori per sistemarne il sapore, rendendolo più amabile. Niente albumine che spesso vengono invece aggiunte per dare un colore più chiaro. E non usiamo nemmeno la caseina”. Stessa attenzione è riservata alle etichette che sono in carta riciclata e alle colle per appiccicarle sulla bottiglia che non sono chimiche”.

Author: AltraNotizia

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