Naro – il castello Chiaramonte tra storia e leggenda

Nel quadro barocco siciliano, Naro, la città della Fulgentissima, merita un posto di particolare rilievo per la quantità e qualità di pregevoli opere sottolineate dalla presenza di altre vestigia monumentali. Una città dominata dal suo monumento principale, il Castello dei Chiaramonte, eccezionale testimonianza dell’epoca ed imponente esempio di un passato politico narese glorioso. Fu dimora del re Federico III d’Aragona che proprio dal castello di Naro emanò i 21 capitoli del regno, riguardanti il buon governo delle terre e città del Regno di Trinacria, datati da Naro ed inviati ai sudditi. Bisogna risalire al 1330, quando lo stesso Federico III d’Aragona fece costruire l’ampia e massiccia torre quadrata, sul lato occidentale della quale è scolpito lo stemma della famiglia Aragona. È nel 1336, quando Naro passa sotto la signoria di Matteo Chiaramonte, che vengono apportate ulteriori modifiche al castello come il portale d’ingresso a sesto acuto situato ad occidente, che risale appunto alla fine del ’400. Un monumento che, adesso, si presenta con una pianta quasi rettangolare con cortile non accentrato e alternanza lungo la cinta muraria di torri cilindriche e quadrate.  Tramite una scala rampante si accede al salone della torre quadrata, detta Sala del principe o dei baroni, che, coperta da una volta a botte a sesto acuto, rinforzata da un arco mediano traverso è illuminata attraverso due bifore tipicamente gotiche. È possibile recarsi anche al di sopra della torre quadrata, dalla quale si domina con la vista un ampio territorio che comprende a sud la città, la valle del paradiso ed il canale di Sicilia, ad occidente la diga San Giovanni, a nord l’entroterra siciliano fino a poter scorgere nelle giornate di chiaro le città di Caltanissetta ed Enna e verso est anche l’Etna. Sulla torre rotonda è posta una statua della Madonna a protezione della città. Il castello, nel corso degli anni, é stato oggetto d’interventi di restauro mirati sia a conservare l’edificio, sia ad inserirlo nella realtà locale con la destinazione a museo.

La leggenda del castello di Naro

Un castello che, come ogni altro che si rispetti ha i suoi ricordi (di battaglie di sangue e delitti) e le sue leggende. Tra quest’ultime, la più suggestiva, è quella che narra di  Madonna Giselda che, sposata con Pietro Giovanni Calvello, allora Signore di Naro, innamoratasi del proprio paggio Beltrando (assassinato dal castellano), «decise di rendere al cielo la sua bella alma» e, ancora oggi, nelle notti chiare d’autunno, sotto forma di un bianco fantasma vaga sulla terrazza del castello alla ricerca dell’amato.

Il castello di Naro oggi

Il monumento presenta al suo interno una Mostra permanente di abiti d’epoca (per lo più femminili) e di accessori risalente tra la fine Ottocento e l’inizio Novecento ed è spesso utilizzato come location ideale per incontri culturali e mostre temporanee.

Vito Francolino

Author: Vito Francolino

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