Naro – Gli itinerari turistici della Fulgentissima

Naro – Una Fulgentissima che può offrire 3 itinerari turistici (medievale, barocco e archeologico). L’essenza medievale della città è caratterizzata dalla presenza di capolavori architettonici risalenti al clima gotico siciliano che, oltre alla fondamentale tappa del Castello Chiaramontano ne offre altre come: l’antico Duomo Normanno, chiuso al pubblico a causa della frana del 2005, la cui costruzione fu voluta da Ruggiero d’Altavilla nel 1089 e che nel 1771 fu sottoposto ad un restauro che testimoniò l’introduzione di elementi tipicamente barocchi; la “Porta d’oro” che rappresenta l’unica porta d’accesso (delle sei che esistevano lungo la muraglia che nel Medioevo circondava la città) che si è conservata nel tempo; la Chiesa di Santa Caterina, edificata sulle rovine di un’antica moschea, per opera di Matteo Chiaramonte nel 1336 e che ancora oggi suscita grande interesse.

Passando all’itinerario barocco: la chiesa del SS. Salvatore eretta per volontà del Re Martino il Giovane nel 1398, durante il suo soggiorno a Naro con la Regina Maria;  la chiesa di San Nicolò di Bari, edificata nel 1618 da don Vincenzo Lucchesi con il nome di San Giuseppe, successivamente  trasformata in monastero da donna Diodata la Lucchese ed infine nel 1765 eretta a parrocchia e dedicata a San Nicolò di Bari, vescovo di Mira; la Chiesa Madre,  costruita tra il 1610 e il 1619  per opera di padre Gaspare Paraninfo della Compagnia di Gesù, la cui facciata è stata più volte alterata; la chiesa Sant’Agostino, con pianta a croce latina, in piazza P. Favara, la cui fondazione si crede risalga alla venuta degli eremiti agostiniani; la chiesa di San Francesco, in piazza Garibaldi, che, costruita nel XIII secolo, presenta un interno caratterizzato da una sola navata, sovrastata da un’ampia volta a botte affrescata da Domenico Provenzani; infine, la chiesa di San Calogero, il Santo Patrono della città, costruita nel 1599, che presenta un interno ad una sola navata e dove è custodita l’amata statua di San Calogero, realizzata da Frazzatta nel 1556, e completata, dopo la sua morte, dalla figlia.

Infine, l’itinerario archeologico, con: il Castellaccio (ossia ciò che rimane della Reggia di Cocalo) che sorge su un altopiano quadrilungo che regala un panorama strabiliante; la cosiddetta “Serra di Furore”, dove nelle rocce sono scavate delle tombe a forno a sepoltura singola o doppia; il complesso catacombale paleocristiano.

Vito Francolino

Author: Vito Francolino

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