Naro. Francesco Rotondo: “Vi lascio sbirciare sul mio taccuino…”

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Aura Fenice – Fra Saverio Cappuccino

img71612 Fondazione chiesa e monastero di San Domenico ( Monache, San Biagio ) – dietro la chiesa di San Giovanni Battista, costruito dal vescovo di Girgenti.

1614 Fondazione del collegio e chiesa dei Gesuiti (Chiesa Madre )

1614 Fondazione del Calvario. In cinque cappellette nelle quali si rappresentarono dipinti i sacri misteri della Passione

  1. Cristo all’Orto. Gesù in ginocchio orante mentre un angelo gli appare
  2. Cristo legato alla colonna. Gesù legato ad una colonna per il supplizio.
  • Cristo coronato di spine. Il corpo nudo schernito dal pallio regale e dalla corona di spine.
  1. Cristo porta la crocre lungo la via. Gesù, evidentemente sofferente, porta la croce in spalla piegato in due.

Presenza di una croce su basamento. Il popolo durante il Venerdì Santo andava in pellegrinaggio per queste stazioni ripercorrendo la passione di Cristo e rendendogli omaggio.

1618 Fondazione del Collegio degli orfani ( San Nicolò di Bari ) Costruito dai Lucchesi.

1656-7 Capitano di Giustizia Nicolò Gueli,

Giurati. Matteo Alotto, Pietro Pispico

1658 Capitano di Giustizia Giovanni Andolina-Caramazza

Giurati. Gaspare Giacchetto, Giuseppe Contarino, Francesco del Giudice, Giuseppe Torricelli – Valguarnera, Patrizio Ludovico –Lucchesi, Gaetano Sindaco, Giuseppe Rossi – Palmeri

1659 – 60 Capitano di Giustizia Gaspare Giacchetto

Giurati. Ludovico Lucchesi, Piero Barbara, Luigi Alotto, Pompeo Gueli, Giovanni Grugno.

 

1660-1 Capitano di Giustizia Francesco Torricelli – Valguarnera,

Giurati Diego Alletti, Vincenzo Gueli, Modesto Pispico, Sebastiano Brancato, Patrizio di Carlo Grugno,

Sindaco Francesco  Brancato – Accola.

Il 17 di Giugno 1660 Antonino Bichetta Vicario Generale della Santa Sede viene a Naro e concede di potersi creare la congregazione di Santa Maria del Rifugio nella chiesa della Madonna dello Stretto di San Calogero. Fu eretta detta chiesa nel 1651 da Bartolomeo Barbara.

1661 Preposto di Santa Caterina, Reverendo Cristoforo Mineo Palermitano.

1663 Capitano di Giustizia. Antonino Gaetano

Giurati Diego Alletti, Vincenzo Gueli, Sebastiano Lo Giudice, Modesto Pispico, Patrizio Di Nicolò di Gueli – Crescenzi.

1664 Capitano di Giustizia. Nicolò Gueli – Crescenzi

Giurati. Nicolò Gueli, Giuseppe Conterini, Vincenzo Gueli, Ferdinando Ala, Patrizio di Gioacchino Lucchesi.

Muoiono Serafino e Girolamo da Naro

1666

1667 Pompe Funebri di Alessandro VII Pontefice.

A Naro si celebrano messe in suffragio in un andirivieni del clero regolare.

1668 – Si celebrò a Palermo il parlamento sotto giuristizione del Vicerè Francesco Fernandez, Duca di Albaqueque. Furono date disposizioni di prelievo pubblico degli alimenti come legumi, frumento, olio, formaggio, vino etc etc  Questa per evitare che il trattenimento dei beni aumentasse il prezzo di mercato degli stessi. Inoltre venne abolito l’ordine dei PP di San Giorgio in Alga.

1668 Capitano di Giustizia. Gabriello Fardella

Giurati. Nicolò Gueli, Giuseppe Conterini, Sebastiano Lo Giudice, Sebastiano Brancato, Patrizio di Pompeo Gueli,

Sindaco Giuseppe Rossi

Giudici. Giacomo Castrogiovanni, Francesco Fanara, Giovanni Battista Focolari.

1669 Capitano di Giustizia Placido Gueli Crescenzi

copertina lib.Si crearono due deputati per riprendere la festa di San Calogero  e si fece un quadro di San Calogero appeso nell’archivio.

1670 Capitano Ferdinando Alletti Arena, Giurati Diego Alletti e Placido Gueli. Sindaco Giuseppe Rossi. – Nel feudo di Malerbe posseduto da Baldassare Amalio si in questo medesimo anno la chiesa, chiamata di Malerba, e fu benedetta il 2 Aprile

1672 Il colleggio abolito di San Giorgio in Alga viene affidato ai Francescani.

1673 morte di Suor Serafina Pulsella – Lucchesi che venne sepolta nella chiesa dei Capuccini. Badessa e fervernte adoratrice della Vergine Maria. Soccorreva gli infermi

1674 Capitano Francesco Andolina Crescenzi Giurati Gaspare Giacchetto, Calogero Lucchesi, Luigi Barone, Diego Alletti, Patrizio di Antonino Monteaperto,

Chiesa e Convento dell’Ordine dei Minori. ( Santa Maria di Gesù) Fondata per le donazioni dei nobili Giacchetti nel 1600, aveva un giardino. Prospetto liscio con finestra e portone per accedere al convento, mentre prospetto con finestra e rosoncino nella chiesa appaiata. Croce Neoclassica.

 

1680 Capitamp Giuseppe Rossi, Giurati Patrizio di Michele Morreale, Giudici Francesco Fanara, Michelangelo Liuzza Appellazioni Giacomo Castrogiovanni.

Si rinnova la chiesa e il monastero della chiesa madre su ordine di monsignor Rini lo stesso che impone che, alle due di notte con il suonare della campana grande, si facessero le orazioni.

1681 Capitano di Giustizia Antonino Milazzo, Giurati Francesco Andolina, Diego Alletti, Luigi Barone, Sindaco Matteo Rossi. Il 26 Agosto viene imposta la gabella sul tabacco.

1682 Capitano di Giustizia Giuseppe Gaetani

1683 capitano di giustizia Giuseppe Alletti giurati Giovanni di Antonino Milazzo, Francesco Riva, Girolamo Lucchesi, Ferdinando Alletti, Patrizio di Giuseppe Gaetani

1684 capitano di giustizia Girolamo Argirò Gaspare Maria Fardella, Francesco Torricelli Bernardo Lucchesi, Vincenzo Gueli sindaco giuseppe rossi

1685 Capitano Antonino Milazzo – Curcio, Giurati Francesco Andolina, Girolamo Argirò, Patrizio di Girolamo Lucchesi Sindaco Giuseppe Rossi Giudici Criminali Agostino Parisi Matteo Rossi.

1686 Capitano Diego Alletti Averna

1687 Capitano Ignazio Rossi

1688 Capitano Michele Morreale, Diego Alletti Michele Torricella Francesco Andolina

1689 Tumulto a naro il 20 Febbraio per una nuova tassa, una gabella sul macino quindi sulla farina. Non essendo arrivata la donazione della principessa della Torre verso l’Università di Naro si decise di acquisire credito con una gabella di tarì 16, 18 e 20 su ogni salma di terra coltivata. Morte della regina Aloisia di Orleans sopraggiunta in Febbraio nel fior fiore della sua gioventù. Lasciò senza eredi il marito Carlo che si risposò in seconde nozze con Maria Anna Neubergo.

1690

Chiesa di Maria SS. “Madonna della Rocca”

Venne ristrutturata nel 1655 in occasione della visita di Monsignor Ferdinando Sanchez.  In questo luogo sorgeva la torre della Fenice che veniva accesa nelle solennità. Era in pietre tufacee, merlata, circolare con due camminatoi. La chiesa nel 1655 era molto semplice con finestra rettangolare e portone, facciata priva di decorazioni. Una casupola ecclesiastica, residenza del parroco, e una piccola torretta campanaria. Era rialzata da un basamento in blocchi incassato nel costolone scosceso e pietroso del colle.

 

Convento di Sant’ Agostino.

Questo primo convento lo descrivono situato in quel luogo che sino ad oggi viene inteso come il Romito fuori dall’abitato, dove continua la tradizione d’essere vissuto il Venerabile Sant’ Eustachio da Naro Eremita, che professava la regola di S.Agostino insieme ad alcuni frati. Per il comparto edilizio,  si unirono vestigi di antiche fabbriche rovinate, che mostrarono la divisione in piccole celle tipico dell’eremitaggio dei monaci medievali.

 

Melchiorre Milazzo, Padre conventuale Minore, nacque a Naro nel 1640 da nobile prosapia appartenente alla mastra giuritoria, ossia a quelle famiglie che avevano facoltà di eleggere ed alle quali doveva appartenere il Capitano, i Giurati e i Senatori. Per i suoi meriti nell’annbo 1668 fu nominato da Papa Innocenzo XI “Guardiano perpetuo del Convento di San Francesco. Melchiorre Milazzo ben presto acquistò popolarità per la santità dei suoi costumi, per la vastità del suo sapere e per le ascendenze che aveva sul popolo. Nel 1682, infatti, rabbonì la popolazione tumultuosa che insorse contro l’imposizione di una nuova tassa. Nell’anno 1689 un’invasione di locuste creò gravi disagi alla popolazione; il reverendo distribuì una  certa quantità di frumento facendo si che la fame non sopraggiungesse.

Melchiorre Milazzo e San Francesco.

La chiesa fu lasciata incompleta, con cappellone e soffitto di canne e con le pareti di intonaco, per la morte del Padre Maestro Francesco Micciché avvenuta nel 1635. Così la trova Melchiorre Milazzo. Pertanto la chiesa all’interno fu rifinita da lui con quei complicati arabeschi  di tipico gusto barocco”- Il cappellone della chiesa di San Francesco era tutto dipinto in oro zecchino che faceva da cornice alle figure dipinte dei quattro pontefici francescano: Nicolò IV, Alessandro V, Sisto IV, Sisto V. La volta era in arabeschi dorati, le pareti avevano quattro nicchie per lato, con statue in stucco bianco su sfondo azzurro che rapprensentavano San Francesco. S. Antonio, San Bonaventura e San Calogero. Nel coro gli stalli corali, dodici per lato, che ancora oggi possiamo ammirare sono scanditi da braccioli e girali fogliacei e decorati con conchiglie, vasotti e motivi a foglie. Nel 1692 dietro sua richiesta fu donata la reliquia dell’osso umerale di San Calogero. La sorella, Donna Felicia Milazzo, si adoperava per l’acquisto di nuovi libri. Il fratello era Baldassare Milazzo, Teologo, della congragazione de propaganda fide ed esaminatore sinodale a Roma.

 

Benefici fatti in campagna

Sovvenzionò la costruzione di due bagli, cisterna, chiesa e casolari, torricciuola di guardia e palmento tra il Casino, Ciccobriglio e la Mintinella.

Sovvenzionò a S.Marco due casamenti e tre stagni, mulino, giardino

Mandò Carlo di Castillett per i conventi durante il terremoto di fine 1600.

 

Melchiorre Milazzo morì nel 1724 all’età di settantasette anni.

Carlo di Castillett

Nato a Naro nel XVII secolo d.C. visse a Naro presso il convento di San Francesco ai tempi in cui ne era guardiano il Padre Milazzo.  Discendente do Teodora di Catillett che servì, con milizie per quarantacinque anni.  Titolo di Baroni. Di Castillet e Gaetani, Baroni di Fiumegrande e del Monte, nell’ingresso della cui casa, in piazza Gaetani, si poteva ammirare lo stemma gentilizio.

Per la festa dell’Immacolata la chiesa di S. Francesco  veniva artisticamente addobbata con ricchi drappi di damaschi rossi trinati d’oro e d’argento. Dalle arcate e lungo le paraste  tra un altare e l’altro, pendevano con eleganza e grandioso disegno i parato rossi e bianchi tempestati di stelle con larghi tocchi d’oro e fragiali all’estremità

 

Prospero Favara

Nacque a Naro nell’anno 1647 dal notaro Don Lorenzo  – monumento sepolcrale nella sala antistante la sagrestia di S. Agostino. La madre si chiamò Elisabetta Nobile. Agostiniano. Celebre orientalista, fu profondo conoscitore della lingua ebraica e di quella  greca. Fu teologo dell’inquisitore di Lipari Girolamo Ventimiglia. Si dilettò in opere ascetiche e poesie neoclassiche. Suo ispiratore era Pindaro. Ottenne inoltre grande fama come oratore e predicatore. Nell’anno 1690 da Roma, dove aveva acquisito la laurea, ritornò a Naro per difendere i propri cari ingiustamente perseguitati. Nel 1710 fu eletto priore della chiesa di Sant’Agostino.

 

Prospero Favara e la chiesa di Sant’Agostino.

Sotto il priore Giuseppe Ziné nel 1707, sotto consiglio di Prospero Favara , fu progettata da Francesco Querni, ma rimase incompiuta.

 

1689

Stavano i Giurati in continue inquetudini in questa Città, a motivo che i proventi delle imposte e accresciute gabelle poichè pagavano ingenti spese per il decadimento della propria casa. Si scontravano gli uni con gli altri.

 

 

Chiesa di Sant Erasmo

Fuori dalle mura della città c’era un magazzino degli eredi di Don Francesco Randazzo della quale si costruì la chiesa di Sant’Erasmo neo 1630 ad opera del vescovo di Girgenti Traina. Chiesa tipo del Carmine.

 

Personaggi

Francesco Piazza

Michelangelo Torricella

Placido Gueli

Carlo di Andrea

Giacomo Lucchesi, duca di Camastra

 

Maria Liberante – esporre il Santissimo Sacramento ogni Sabato

PP Capuccini – portare la Bara del SS Crocifisso il Venerdì Santo.

Ospedale di San Rocco – [Museo della Grafica ]

1400 Fondazione del monastero di SS Salvatore – 1530 65 religiose – commissione dei Lucchesi – Interno Mausoleo  di Giuseppe Lucchesi – Marchese di Delia, Mausoleo di Assuelo Lucchesi duca di alagara e marchese di Capelgerari.  Monastero Aristocratico.

 

Santa Caterina. Fondazione attribuita ai chiaramontani su sito precedentemente costruito. Reliqua di San Biagio Vescovo.

1458 Fondazione del convento dei PP Carmelitani

Chiesa di San Calogero appaiata al Collegio dei PP di San Giorgio in Alga. Portale di San Calogero a specchiature e arzigogolii con stemma araldico.

1554 Fondazione Convento dei cappuccini con giardino

1575 Naro infetto dalla peste. Allargamento della chiesa di San Calogero – costruzione del collegio.

 

Università.  Convento dei Gesuiti.

NB si mandava un ambasciatore al Real Parlamento di Palermo

Storia della Sicilia Medievale e Moderna – D.M. Smith

La storia della seconda metà del XVII secolo d.C. è la storia di un approvigionamento, una storia economico – amministrativa. Le imposte servivano necessariamente anzitutto per continuare a pagare e a nutrire ed evitare ammutinamenti che avrebbero causato danni enormi. Inoltre ventimila scudi fu il contributo imposto per la dote dell’imperatrice, quattordicimila ne furono inviati in Germania in un’altra situazione di emergenza , quattromila all’ambasciatore spagnolo a Vienna, quindicimila a Milano e altri quindicimila al Duca di Mantova per altre spese militari.  Alcuni di questi “sussidi” erano ricorrenti e quindi la Sicilia dovette, ancora una volta, dare il proprio contributo.  Per recuperare denaro la vendita dei titoli era un mezzo più sicuro che abolire i privilegi feudali e per poco Naro non fu venduta come baronato.   Il problema dei rifornimenti alimentari aveva ora una primaria importanza per mandare vettovaglie alla guarnigione spagnola. […] Le coltivazioni, in particolare quelle del grano, furono scoraggiate sia dalla tassazione che dalle quote obbligatorie, il famoso “mezzo”. […] Speciali polizziotti erano adibiti alla ricerca di depositi di grano nascosti nelle campagne. Le navi con i rifornimenti che approdavano a Girgenti venivano difese da vere e propri legni armati giacché qualche altro porto siciliano non se ne impadronisse. Nessuno poteva permettersi di essere altruista. […]

 

Luglio 1674 Rivoluzione a Messina. LA città nega l’ingresso alle truppe spagnole e fà decapitare alcuni capi democratici della città. I ribelli chiesero aiuto alla Francia, alla Turchia e si arrischiarono financo di offrire il trono di Sicilia al figlio illegittimo del re d’Inghilterra. Luigi XIV di Francia non ignorava l’importanza strategica della Sicilia e, secondo informazione giunte in Spagna, inviò segretamente un ingegnere militare per esplorare il terreno. Quando Messina fece appello a lui, nominò il duca di Vivonne, fratello della sua amante del momento, governatore della Sicilia, e truppe francesi raggiunsero la città all’inizio del 1675.[…] In Sicilia non si raccolse neanche una milizia. […] Il vicerè si allarmò quando scoprì che alcuni nobili, aumendo le probabilità di una vittoria francese, avevano la tendenza a cambiare bandiera; ed essi, da par loro, accusarono gli spagnoli di fomentare una rivolta contadina contro i proprietari terrieri di dubbi fedeltà anche per reperire fondi.

 

Frammenti – Maria Riolo Cutaja

Sorella . Donna Felicia vedova del barone della Menta della Casa Caldarera.

Figlie di Melchiorre Milazzo: Vittoria e Felicia. – figli [ da inventare ]

Tratto da http://www.philomathes.it/2018/02/09/taccuino-di-lavoro-la-piaggia-di-naja/

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