Naro: diga San Giovanni, situazione risolta a metà

Naro. La situazione è stata risolta, non del tutto ma, in ogni caso, nel pomeriggio di martedì sono arrivate notizie positive (con una nuova ordinanza sindacale) per quanto riguarda la situazione dell’acqua della diga San Giovanni, il cui utilizzo per l’irrigazione, balneazione, pesca e canottaggio, era stato vietato ufficialmente, causa inquinamento, il 15 dicembre 2017 a seguito di un’ordinanza sindacale.

Una situazione, quella legata alla diga San Giovanni, che era rimasta praticamente ferma tutto questo tempo in cui, dalle poche notizie certe pervenute, si era potuto solo raccontare di una richiesta d’informazioni dello stesso sindaco Cremona e di alcuni appassionati pescatori che, forse ignari della stessa ordinanza, continuavano buttare gli ami nell’acqua inquinata.

Adesso, a distanza di mesi, qualcosa finalmente si è mosso in senso positivo e a darne notizia ci ha pensato lo stesso primo cittadino narese, dopo aver commissionato a un agronomo, esperto in materia, uno studio sulla compatibilità tra i parametri d’inquinamento rilevati dall’Arpa e la possibilità di irrigazione delle varie colture agricole.

«Ho lavorato costantemente – ci dice Cremona – in modo organico e compiuto per riuscire a risolvere la situazione, garantendo con la nuova ordinanza sia la salvaguardia della salute pubblica sia le legittime aspettative degli agricoltori in genere e dei viticoltori in specie. Si prospettava infatti una stagione produttiva che, in assenza della consueta irrigazione tramite le acque della diga, avrebbe arrecato danni irreparabili ai produttori agricoli, con ripercussioni negative a livello socio-economico. Adesso la situazione è salva sia per le aspettative reddituali dei produttori agricoli locali».

Con la nuova ordinanza resteranno fermi i divieti, istituiti già a dicembre, di balneazione e di pesca subacquea, il divieto dell’utilizzo dell’acqua per trattamenti fitosanitari, mentre sarà possibile praticare la pesca sportiva in superficie (con l’obbligo di rimettere in acqua i pesci pescati), si potranno svolgere le regate di canottaggio (da svolgere a pelo d’acqua, senza contatto diretto con l’acqua), sarà possibile usare l’acqua per l’irrigazione dei campi, esclusivamente però mediante sistemi irrigui di distribuzione localizzata.

Articolo completo presente sul quotidiano La Sicilia – Redazione Agrigento di oggi.

Author: AltraNotizia

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