Lo scrittore Campobellese Paolo Antonio Magrì ed il suo libro “Soccer Town”

È, da pochi giorni, disponibile in libreria il libro “Soccer Town” edito da “I Sognatori” e scritto da Paolo Antonio Magrì.
L’autore di origini camastresi, residente a Campobello di Licata, amante del pianoforte ed in particolare di Beethoven e Chopin, ha scritto un discreto numero di racconti, pubblicati in diverse antologie, vincendo ed ottenendo podi in numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali cui ha partecipato.

Il libro “Soccer Town”, racconta di «Daniel Keaton, un uomo che conduce una vita agiata, è apprezzato dai suoi studenti e attrae fatalmente le donne. Tanti piccoli mattoni, sui quali ha edificato grandi certezze. Il 2 febbraio 2256 una visita inaspettata, però, fa crollare quel muro, mostrando le brecce celate dal tempo (rimorsi, incertezze, vecchi rancori) e finendo per trascinare Daniel in una spirale di eventi imprevedibili. Tra sparizioni, omicidi, ricatti e verità nascoste, la sua esistenza s’incrocerà a doppio filo con quella di Robert Konnor, star del calcio scomparsa misteriosamente due mesi prima».

«Scrivo perché non potrei farne a meno e lo faccio soprattutto di notte – dice Magrì, definendosi cocciuto e perfezionista- amo leggere qualsiasi cosa: dagli scontrini ai trattati, ma preferisco i thriller e la fantascienza distopica, infatti adoro i racconti di Philip Dick e Ray Bradbury, Fahrenheit 451 in testa. Non amo la tv, gli ipocriti, ed i presuntuosi. Soccer Town parla di amicizia, libertà, verità, rifiuto dell’oppressione, il tutto all’interno della cornice fantasiosa fornita dall’immaginario post-apocalittico dell’anno domini 2256, in cui il calcio ha assunto formidabile dimensione economica e mitica, ed in cui permangono e anzi si esasperano tanto l’avidità di alcuni a spese della collettività quanto la divisione iniqua tra popoli che contano e altri che non contano».

«Resto dell’idea che un buon romanzo debba avere un inizio allettante, altrimenti il lettore si stufa presto – afferma l’editore Aldo Moscatelli – in quest’ottica, “Soccer Town” ha tutti gli elementi al posto giusto: una solida cornice SF, un protagonista carismatico ma umano (fin dall’inizio scatta in lui la lotta tra buonsenso e curiosità, laddove troppi personaggi romanzeschi si gettano all’avventura senza uno straccio di tentennamento, quasi fossero tutti dei John McClane) e soprattutto uno spunto interessante: la dottoressa Kathrine Johnson bussa alla porta del protagonista, inizia a sproloquiare e viene giustamente allontanata. Tempo un minuto e ricompare, ma sta malissimo, non parla e non si regge in piedi. Riesce soltanto a consegnare all’uomo uno strano oggetto. Ovviamente il protagonista va a cercare aiuto, quando torna però la donna non è più lì. Ore dopo, il telegiornale comunica al mondo intero che la dottoressa Kathrine Johnson si è uccisa nel suo appartamento.

Come, quando e perché, sono le prime domande che ci si pone assieme al protagonista, il professore universitario Daniel Keaton. Ne seguiranno molte altre, cui ovviamente il romanzo darà risposta nell’arco delle sue 211 pagine. E qui bisogna riconoscere subito la bravura di Paolo Magrì, che ha saputo non solo imbastire una trama complessa e ricca di eventi, misteri, personaggi, indizi, colpi di scena, ambiguità, equivoci e inganni veri e propri, ma ha saputo anche conferire il ritmo giusto, procrastinando la rivelazione degli snodi principali e puntando così al massimo coinvolgimento possibile. Roba che dalla fine del quarto capitolo, grossomodo, finisci per bere gli altri quarantadue in un niente. L’autore gioca bene con i meccanismi del techno thriller (quel miscuglio di spy-story, fantascienza e thriller al centro di romanzi molto noti come “La svastica sul sole” di P. Dick, per fare un esempio) e mostra una bella fantasia nel ricreare un mondo postapocalittico nel quale l’uomo si è perfettamente integrato. Qui e lì i fan di genere potrebbero scovare elementi cari anche alla fantascienza cinematografica, cito film come “Ballistic”, “Fortress”, “Rollerball” e soprattutto “Cypher”, in virtù del comune terreno (il citato techno thriller). Al di sopra di tutto c’è tuttavia il gusto per l’intrattenimento intelligente, per la storia che – come la Stanza Bianca del villain di turno – viene plasmata dal nulla, dal nitore della pagina bianca, della trama tutta da raccontare. Nel leggere il romanzo, di tanto in tanto ti coglie quella sensazione di straniamento tipica degli intrecci arguti, ben congegnati, che ha fine nel momento in cui esclami “ah, ecco, ora ho capito”. Vivi la storia coi protagonisti, vedi gli stessi luoghi, ascolti le stesse parole e capisci le stesse verità nello stesso momento. Da questo punto di vista il piacere della lettura è assicurato, anche perché in certi passaggi il ritmo è a dir poco serrato. E il calcio cosa c’entra, direte voi. C’entra, c’entra. È lo sfondo atipico, il tocco di originalità conferito da Paolo Magrì a un romanzo che altrimenti si sarebbe rivelato una bella ma tradizionale spy-story fantascientifica.

Altro non aggiungo, d’altronde sarebbe un delitto rivelare cosa si nasconde (per citare la quarta) nelle strade, nei palazzi e negli angoli inaccessibili di Soccer Town».
Intanto, Magrì ha da poco iniziato a collaborare con il sito fantascienza.com , dove ha appena pubblicato il suo primo articolo che trovate a questo link.

Vito Francolino

Author: Vito Francolino

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