GOYA, REMBRANDT E LE ALTRE SORPRESE FRA I TESORI DI NARO

Di tutte le città inserite quest’anno nel circuito de “Le vie dei Tesori”, Naro è di certo la più
inaspettata. Piccolo centro a pochi chilometri dalla ben più famosa Valle dei Templi ha un
glorioso passato che emerge dirompente dai segni architettonici e artistici che la
caratterizzano. Chi la conosce sicuramente sa del suo castello chiaramontano, del duomo
normanno e del carattere barocco di buona parte delle sue chiese, ai più informati non sfugge
la gotica chiesa di Santa Caterina, ma sono veramente in pochi a conoscere la magnifica
collezione grafica conservata all’interno del suo Museo Civico. Una raccolta di opere voluta
dal maestro Bruno Caruso e conservata a Palazzo Malfitano, caseggiato del XV secolo in
parte adibito ad ospedale dalla nobile famiglia che lo costruì.


Fra le centinaia di litografie, acqueforti, serigrafie in esso conservate, spicca sicuramente “Tu
que no puedes”, acquatinta della serie dei “Capricci” di Goya. “Los Caprichos” è una serie
di 80 tavole realizzate dal maestro di corte spagnolo nel 1799 che punta a descrivere mali,
pregiudizi, inganni e menzogne della società spagnola dell’epoca. Le tavole suscitarono uno
scandalo tale da far intervenire la Santa Inquisizione, che le reputò blasfeme e scandalose.
Solo l’intervento del re Carlo IV risparmiò l’artista dalla condanna del Sant’Uffizio. La tavola conservata a Naro è una delle più famose della serie e analizza in maniera critica l’ingiustizia della società di classe. I gruppi privilegiati (chiesa e nobiltà) sono rappresentati come degli asini portati in spalla da due persone (i lavoratori) che li sostengono con le proprie
fatiche.

L’opera del maestro spagnolo è in buona compagnia, essendo conservata insieme ad
un “Paesaggio con pittore” dell’olandese Rembrandt, al “Sansone uccide il leone”
dell’artista francese Gustave Dorè e ad innumerevoli altre opere di artisti più o meno recenti
fra i quali spiccano Aldrovandi, Guttuso, Gianbecchina, Hundius, Crepax, Caruso.
Una fermata obbligata dunque fra i 12 tesori del centro agrigentino che saranno oggetto delle
visite guidate i prossimi weekend fino al 29 settembre.

Daniele Sorce

Vito Francolino

Author: Vito Francolino

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