Acqua. Quel Referendum del tutto inutile

Tralasciando le indagini che hanno coinvolto la società di Girgenti Acque dove saranno i giudici ad emettere sentenza, non possiamo che costatare che il referendum sull’acqua è stato non solo disatteso ma risulta del tutto inutile. L’acqua rimane privata sancita, tra l’altro da il Consiglio di Stato che ha respinto, in via definitiva, i ricorsi presentati dal Codacons, da Federconsumatori e dall’Associazione Acqua Bene Comune Onlus contro il metodo tariffario approvato nel 2012 dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) per calcolare la tariffa che gli utenti devono pagare ai loro gestori per la fornitura e il trattamento delle acque. Le associazioni dei consumatori e i proponenti dei referendum per l’acqua pubblica del 2011 lamentavano il fatto che l’Aeegsi non avesse rispettato, nell’elaborazione dei metodi di calcolo, gli esiti del secondo referendum che aveva abolito dal calcolo delle tariffe idriche l’«adeguatezza della remunerazione del capitale investito» con il voto di oltre 26 milioni di italiani. Un sciagurato contratto con Girgenti Acque definitivo e senza appello opprime la concorrenza ed evita un andamento virtuoso dell’appalto pubblico. A subire sono i cittadini per qualsiasi servizio o disservizio, pagando per un acqua che non arriva. Servirebbe una campagna di mobilitazione ma sò di già che nessuno si muoverà di un solo centimetro, lasciando la situazione del tutto invariata.

Tratto da http://www.philomathes.it/2018/01/19/acqua-quel-referendum-del-tutto-inutile/

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